Cuba, il mio primo vero Viaggio

Un Viaggio con la V maiuscola, direi!

Era il 1996 (più di vent’anni fa, mamma mia) e un giorno, al ritorno da scuola, mia mamma mi fa “Dedo va a Cuba, vuoi andare con lui?” Immaginate la mia faccia… una giovane ragazzina a cui si presenta l’occasione di un viaggio intercontinentale. Secondo voi cosa ho risposto?!

Di corsa in sala a prendere l’enciclopedia e cerco… Cuba… wow!! Quando si parte?! Vado a preparare i bagagli!

Era novembre, ed era un viaggio incentive quindi tutto organizzato (alla perfezione, tra l’altro). Il pullman parte da De Ferrari all’alba per portarci a Malpensa; il volo era un Meridiana e l’aereo non era tra i più moderni dell’epoca. Io non avevo mai volato, quindi un po’ di fifa ce l’avevo… soprattutto quando il comandante, sorvolando l’Atlantico, annuncia che quello sarebbe stato l’ultimo volo del nostro Boeing e che, dopo millemila derapate nei cieli, sarebbe andato in pensione! Simpatico, il comandante!

Va beh, all’aeroporto di La Havana ci siamo arrivati! E ora via a Varadero… destinazione classica e scontata, lo so, ma per me era un sogno!!

 

Mini Me sulla spiaggia di Varadero

 

Arriviamo al nostro resort (non mi ricordo il nome, ahimè) ed era tutto bellissimo: una hall immensa, giardini bellissimi, piscine che non ve lo sto manco a dire, laghetto con tanto di coccodrilli dentro… tutti dettagli che oggi, dopo vent’anni, non mi stupirebbero più a quel modo… o forse sì!

Appena arrivati in spiaggia, due ragazze cubane si sono offerte di farmi le treccine così, dopo tre ore di duro lavoro, sono entrata completamente nella parte della turista! Non volevano neanche essere pagate, ma Dedo ha insistito per lasciare loro una cinquantina di dollari; talmente felici, le due sorelle, ci hanno invitati a cena a “casa” loro: era una baracca, una specie di cantina e ci vivevano in sei o sette persone… pochi oggetti, ma ognuno sistemato al suo posto con il cuore!

Comunque, in quella casa, con quelle persone, ho mangiato l’aragosta più spettacolare della mia vita! E’ gente speciale la gente di Cuba. Non hanno niente, ma sono pronti ad offrirti tutto, sempre col sorriso sulle labbra a cantare e ballare come se non ci fosse un domani!

Un giorno, invece, lo abbiamo trascorso a La Habana: ecco, quel giorno mi sono innamorata di Cuba e mi sono ripromessa di tornarci. Questa città è magnifica, in ogni angolo! E’ tutta allegra e colorata, anche se la miseria si respira nell’aria. Mi ricordo di essere rimasta un po’ turbata nel vedere i bimbi sulle scale del Campidoglio che elemosinavano penne. Si, penne. Loro volevano le Bic e io non lo sapevo. Loro volevano quelle perchè a scuola avevano solo le matite e i loro disegni, prima o poi, sarebbero spariti. Invece la Bic rimane, non va più via.

Ecco, questo viaggio, il mio primo vero viaggio, per me è come se fosse stato scritto con la Bic: non è mai più andato via e mai se ne andrà.

 

Mini Me e Dedo

Grazie Dedo,

Cinzia

 

PS: le foto sono brutte, ma hanno 22 anni!

3 pensieri riguardo “Cuba, il mio primo vero Viaggio

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