Il perchè della “navite”

Premetto che IO ADORO (da leggere come farebbe Signorini) le navi… tutte le navi, anche le porta containers.
E anche a questa mia mania (come per la nuiorchite) c’è un perchè. Quindi facciamo un passo indietro e ve lo racconto.

Andiamo al 10 giugno 1990 (ebbene si, dopo quasi 30 anni mi ricordo il giorno esatto).
Mio nonno (quello che mi ha portato a Cuba) ha fatto il servizio fotografico del matrimonio a una  giovane coppia (che a guardar le foto oggi non sembravano poi tanto giovani); i genitori di lei erano abbastanza amici dei miei nonni e, chiacchierando, la madre della sposa fa “vanno in crociera per la luna di miele e io vado a salutarli al porto di Genova… perchè non ci porti anche la tua bella nipotina?” (che sarei io).

A quei tempi le crociere erano ancora turismo d’élite quindi, ogni partenza, era una vera e propria festa nel senso che lanciavano i palloncini per aria con la musica in sottofondo che si sentiva in tutta la città e i passeggeri salutavano i parenti sbracciandosi dai vari ponti… un po’ un incrocio tra Titanic e Love Boat.

Così andiamo a Genova e, arrivati alla Stazione Marittima, Dedo (mio nonno) mi fa una sorpresa: non solo vedrò l’Ammiraglia Costa partire ma potrò addirittura salire a bordo!! Capite?! Io potrò salire sull’Eugenio Costa.

E qui stop, è l’inizio della fine.

I parenti iniziano ad odiarmi. E’ la fine della mia dignitosa vita da bambina di 10 anni, che smette di giocare con le Barbie e inizia a studiare i cataloghi.
Si, perchè dal giorno seguente io entro nelle agenzie di viaggi a prendere i cataloghi Costa e non è che li sfoglio, no. Li studio. Tutti, a memoria. Io sapevo i dati tecnici di ogni nave della flotta (compresa la stazza lorda!), i nomi dei ponti, quante cabine, quanti passeggeri, quanto equipaggio, le partenze, i prezzi (sapevo anche i prezzi, che esaurita), gli itinerari, quanti bar, piscine coperte e scoperte, ristoranti. TUTTO. Cioè, non è normale! Io ancora oggi sono arrabbiata con Pier Luigi Foschi, Amministratore Delegato dell’epoca, che non mi ha mai considerata… avrei svolto quell’incarico bene almeno quanto lui.

Ma quanti si ricordano di navi come l’Enrico, la Daphne, la Danae, la Playa, la Riviera (che non è la NeoRiviera), la Tropicale? Nessuno, solo io!!

E comunque è stata una giornata fantastica… la foto della nave con i palloncini l’ho tenuta appesa in cameretta per anni e anni (appena la ritrovo la posto).

Per tantissimo tempo ho pregato mia madre che mi portasse a fare una crociera, anche solo due o tre giorni (mi sarebbero bastati anche due giorni ferma in porto in realtà) ma lei niente. Si si si e poi: niente. “Si te lo prometto” e poi: niente di niente.

Ma nel 2015 ce l’ho portata io (quattro giorni). E quest’anno abbiamo replicato (altri quattro giorni. E siamo già a otto).

Questo doveva essere il racconto di questa mini-vacanza con mamma e bimbo che però si è rivelato una lunga premessa alla navite. Non resta che aspettare il prossimo racconto, vero, di questi 4 giorni… pochi, ma belli. Anzi, di più.

Un bacio navigante, Cinzia <3

 

 

 

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