sono tornata

Sono tornata.

E in questo post non penserò alla SEO, alla keyword, ai tag e tutto il resto.

Sono tornata dopo più di un mese. Perchè l’altra sera, mangiando involtini primavera, ravioli di gamberi e riso thai, la mia mica C. mi ha detto “devi tornare a scrivere, perchè chi ti segue vuole sapere” e A. le ha dato ragione “è vero, chi ti segue vuol sapere che fine hai fatto“!

ma davvero?

Perchè qualcuno si è accorto della mia assenza? Qualcuno si accorgerà del mio ritorno? Non credo, ma non importa.

Perchè sono sparita

Il motivo principale della mia sparizione, semplicemente, è stato: non avevo nulla da dire, nulla da raccontare.
Sono rimasta a casa tutta l’estate. E a casa non vuol dire chiusa dentro casa ma a casa nel senso che non sono andata da nessuna parte.

Può un’aspirante travel blogger non andare in vacanza?

Si.

Se un’aspirante travel blogger non va in vacanza cosa racconta ai suoi lettori?

Beh, vive in una magnifica Regione, potrebbe aver qualcosa da scrivere ogni giorno.

Giusto. Ma non se l’aspirante travel blogger è pure apatica.

Il fatto è che la mia estate ha fatto schifo. La peggiore che io ricordi.

La questione della mano di Gian, che vi ho raccontato nel best di giugno e in quello di luglio, ha fatto la sua parte perchè l’ha costretto a stare a casa dal lavoro per un sacco di tempo… e di certo non si può andare in vacanza quando si è in mutua.

Beh, dai… ci faremo un paio di giorni da qualche nel primo weekend libero che avrai quando tornerai al lavoro…

No, neanche. Per due motivi:
1. il primo agosto ho ricevuto una cartella di Equitalia
2. la mia amica S. si è sentita male ed è stata ricoverata

La cartella di Equitalia

Ora, parlando del punto 1, posso solo dirvi che la cifra che ho dovuto (aihme) farmi rateizzare è per me una cifra enorme anche se per qualcuno possono essere spiccioletti.

Soprattutto per il fatto che non sarebbe dovuta toccare a me. Provo a farvi un piccolo spiegone:

Causa. Tribunale, Una sacco di udienze. L’accusa e la difesa. Eccetera eccetera eccetera.
Io sono l’accusa, quella che accusa qualcun’altro di un qualcosa che ha fatto.
Io vinco tutte le causa, civili e penali.
Ci son dentro ormari da 13 lunghissimi anni.
Vinco, anche se non vinco nulla. Vinco le cause ma perdo un sacco di altre cose.
Ma vinco tutte le cause. Ripeto, civili e penali.
Ho diritto ad un sacco di risarcimento. Che non avrò mai.
Ho diritto ad un sacco di serenità. Che non avrò mai.
Ho diritto di farmi le mie ragioni. E forse, un giorno, questo lo farò.

E non venite a dirmi “la ruota gira” perchè non ci credo più.

Tornando alla cartella vado a chiedere informazioni ad un gentilissimo dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Vede subito la disperazione nella mia faccia. Gli racconto brevemente la mia storia e quasi quasi si mette a piagere pure lui. Devo avergli fatto una pena assurda!

Mi spiace, ma sono le imposte di registro.
L’Agenzia delle Entrate manda la cartella sia a chi vince, sia a chi perde… l’avvocato di chi vince dovrebbe mettersi d’accordo con l’avvocato di chi perde, perchè dovrebbero giustamente essere a carico di quet’ultimo…
Ma cara, non nel tuo caso.
Al perdente (in tutti i sensi) stavolta non l’abbiamo neanche notificata,
perchè tanto lui non ha niente.
Mi spiace.
Questa storia è una merda, ma in Italia funziona così.
Mi spiace davvero.
Vorrei consigliarti di non pagare, ma tu un qualcosa ce l’hai.
Hai una casa, una macchina, uno scooter, una dignità…
e queste cose potrebbero esserti portate via.
Mi dispiace ragazza disperata, ma è così.

La ringrazio gentile signore.
Mi faccia le rate.
Le pagherò.
Il 16 di ogni mese mi ricorderò di questa storia.
Cercavo di dimenticare ma non sarà possibile ancora per qualche anno.
Grazie comunque, per la comprensione.

Un giorno vi racconterò tutto. Forse.

La mia amica S.

Siamo al punto 2. La mia amica S. Amica da sempre, da quando eravamo ragazzine. Cugina acquisita da 15 anni. Alti e bassi a volte, come in tutte le amicizie che si rispettino. Bella. Mai ferma, mai zitta. Testa dura, molto dura. Una cascata di lunghi riccioli biondi.
S. non è di certo una persona facile, anzi. Ha un carattere forte, fortissimo. E’ iperattiva, non riesce a stare ferma e neanche zitta! Si ricorda tutto, ha una memoria di ferro. Si ricorda aneddoti di 10 anni fa, parola per parola… quando io non mi ricordo neanche se stamattina ho fatto colazione!
S. ha una bimba, bellissima. Ha appena compiuto 4 anni.
S. è morta.

S. è morta e io non riesco ancora a crederci.

S. si è ammalata, 3 anni fa. Tre anni è durata. Pensava di avere un po’ di mastite, aveva appena smesso di allattare. Invece era un tumore.

Ok. Inizia le cure e sono toste… anche per una roccia come lei. Non si è mai fermata un secondo, sempre in giro. Anche dopo una seduta di chemio.

S. è la persona più tosta che abbia mai conosciuto.

Le cure vanno avanti. Fa l’operazione. Va tutto bene. Evviva!! Ancora un po’ di terapie preventive e possiamo lasciarci tutto alle spalle!

S. ne sta uscendo alla grande! Ora fa la tac di controllo e poi andiamo a farci un bel viaggetto da qualche parte, con i bimbi!!

S. fa la tac di controllo. Davvero andrà tutto bene? No. Metastasi al fegato. Tumore secondario triplo negativo.
Il più cattivo che esista.

Non uso un linguaggio tecnico perchè non ne sono in grado. Il fatto è che S. ha fatto un sacco di cure, classiche e non, ma le metastasi non scomparivano. Aumentavano. Da subito i medici hanno escluso l’operazione. Ma lei non ha smesso di sperare neanche per un momento. Quel bastardo cresceva… Triplo negativo vuol dire qualcosa tipo “composto da tre cellule cattive” e le terapie funzionavano soltanto per una di quelle maledette cellule.
Quindi magari una cellula moriva e le altre si moltiplicavano.
E si espandevano in giro per quel corpicino esile.
Sono andate in giro dappertutto.
Sono arrivate in testa. Una volta su quella testa c’era solo un’immensa cascata di lunghi riccioli biondi.

S. continua a lottare. S. dà forza a tutti. Dice a tutti di stare tranquilli. Chiede a tutti “come stai?”. Si preoccupa dell’operazione che dovrò subire tra qualche mese. Si preoccupa degli altri.

Ha paura di morire? Non l’ha mai detto. Ma secondo me era terrorizzata. No, non l’avrebbe mai ammesso lei!

S. si è aggravata. Ha passato la settimana di ferragosto in ospedale. Il fegato fa i capricci. Lei è testarda e continua a dar forza agli altri.
Mi manda messaggi tipo “chicca, stai tranquilla e non piangere“… si certo, come no!!

S. torna a casa. E’ felicissima! Va a spiaggia, va di qua e va di là. Continua a non satre ferma un attimo.

Poi si, si ferma.

S. è morta. Oggi sono due settimane. Il giorno prima sono stata sdraiata nel lettone accanto lei per 3 ore. Era incosciente. Io le parlavo e lei mi sorrideva. Io le tenevo la mano e lei me la stringeva. Le ho detto tante cose. E le ho detto grazie.

S. è morta. Non la rivedrò più.

Le ultime ore le ha passate in ospedale, sola con le persone che amava di più al mondo. L’ultima dose di morfina è stata forte. Fortissima. Prima dell’ultimo respiro le sono uscite le lacrime.
S. è morta. S. ha pianto mentre stava morendo.
Nessuno la rivedrà più. Neanche la sua bambina.

S. non c’è più

S. non c’è più da due settimane, ma ha già fatto un sacco di miracoli!
Ha iniziato a farli quando era ancora in vita, organizzando cene in spiaggia con improbabili commensali!
Lei voleva questo. Voleva vederci di nuovo insieme.
Amiche “vecchie”, come L. e J. sono tornate nella mia vita. E io nella loro. E non passa giorno senza almeno un messaggio. O un aperitivo.

Amicizia con la A grande

In questo terribile periodo ho trovato e ri-trovato persone meravigliose. Ho scoperto il bello in persone che pensavo di bello non avessero nulla e ho fatto ricredere persone che avevano lo stesso pensiero, magari, nei miei confronti.

La vita va avanti, certo. Ma a me continua sembrare impossibile non vederla e non sentirla più.

S. è morta. Tre anni giusti dalla scoperta della malattia. Non smetterò di credere in Dio per questo ma porca miseria… sta storia che Dio si prende i più buoni mi ha un po’ rotto le scatole eh!


E ora, sono tornata…

Esatto. Sono tornata. Che mi leggiate o no io sono qui. Ho ancora tante cose da dire, tanti viaggi da fare…

Ok, non lo considero un vero e proprio viaggio ma il prossimo weekend io e Gian portiamo Cristian a Gardaland! Stay tuned che vi racconto tutto!

Grazie di tutto S.
Grazie a voi.

E un abbraccio grande alla piccola M., alla sorellina V. e all’insostituibile zia C.

Cinzia ❤


Booking.com

12 pensieri riguardo “Sono tornata.

  1. Sto passando anche io un periodo di calo delle cose da dire, e sono successe cose spiacevoli ma mai come quelle che hai descritto. Mi sento di mandarti un abbraccio. Mia madre per un errore dell’agenzia delle entrate ha passato quasi dieci anni a pagare una multa enorme su una licenza che ha venduto regolarmente. Solo ora le hanno riconosciuto il torto, ma quei soldi sta continuando a pagarli e chissà se glieli ridaranno mai. Equitalia è da denuncia, è allucinante che le tasse vadano a qualcuno che vince una causa perché non ci si può rivolgere a chi l’ha persa.
    Per la tua amica purtroppo c’è poco che possa dirti per tirarti su, ti serve tempo per assimilare il tutto ma vedo che stai iniziando nel modo, più o meno, giusto. Fatti forza!

    1. Lo sai che ti apprezzo sempre tantissimo, vero?! Grazie per le confortanti parole… diamo sempre la colpa ad Equitalia ma loro, alla fine, non ne possono nulla. È l’Italia che sta facendo pena. O, meglio, schifo.
      Io si, vado avanti col sorriso perché è così che S. mi avrebbe voluta!
      Grazie di cuore per le tue parole 💙

  2. Sono contenta che tu sia tornata e sono contenta che tu abbia raccontato le cose che ti hanno fatto soffrire, perché questo mondo tende a far vedere sempre e solo la perfezione. Non amo il peso delle lamentele, ma è bgiusto concedersi i tempi giusti per affrontare ogni situazione, alla faccia della Seo, anche perché la perfezione non esiste, ma molti non lo sanno e quando ci sbattono contro non sanno come chiamarla.

    1. Grazie! Hai ragione, la vita reale non è quella che vogliono inculcarci su Instagram… tutti belli, tutti ricchi, tutti in vacanza… no, la vita vera è un’altra cosa. La perfezione non esiste e tutti dovrebbero farsene una ragione!

  3. Ho letto questo articolo tutto d’un fiato, con un nodo in gola e gli occhi umidi. Ad ogni paragrafo avrei tanto desiderato fermarmi e abbracciarti forte, forte. E più continuavo a leggere, più questo desiderio cresceva. Un abbraccio vero non te lo posso dare e probabilmente non servirebbe neanche a niente. Ma una cosa è certa: sono davvero pochi i blogger capaci di trasmettere emozioni così forti (sia esse belle o brutte). Scrivi davvero bene cara Cinzia, per cui non fermarti e vai avanti. Sono sicura che è quello che avrebbe voluto anche la tua amica S. ❤️
    Mi dispiace tanto per la tua perdita.
    Un abbraccio sincero,
    Chiara

    1. Grazie di cuore Chiara, le tue parole sono dolcissime. Accetto più che volentieri il tuo abbraccio virtuale, perchè mi fa tanto tanto bene! I complimenti, poi, penso che me li rileggerò tutte le sere prima di addormentarmi!! Un abbraccio grande anche a te! 😘

  4. Ciao Cinzia, io ecco…sto piangendo come una fontana
    Non sto qui a dilungarmi, un po’ perchè le cose da dire sarebbero tante, un po’ perche ora come ora non ne ho la forza (è un brutto periodo anche per me), però ti dico grazie. Grazie di questo post scritto col cuore in mano.
    E grande perchè nonostante tutto sei tornata, col cuore a pezzi, ma a testa alta.
    Un abbraccio grande

    1. Grazie a te Morena! Gli abbracci virtuali che sto ricevendo in questi giorni mi danno la forza e la spinta giusta per andare avanti a scrivere. Non solo di viaggi (ne faccio troppo pochi!) ma anche di vita reale! In fondo è bello anche così… sembra di conoscerci sempre un pochino di più! Ti abbraccio forte! 😘

  5. Io me ne ero accorta, della tua assenza. E l’ho ricevuta volentieri, questa mail di ritorno… Mi hanno rattristato però le tue notizie, so perfettamente come ci si stete…e ti capisco. Per questo, preferisco non aggiungere altro. Un abbraccio

  6. Che dire? Boh sinceramente non lo so. Un post che in parte avrei sperato di non leggere non perché conoscessi S. ma per quello é S. ha subito. La vita è ingiusta? Vero. La vita è bella? Vero. Un grande abbraccio davvero.

    1. Hai detto bene, la vita è ingiusta ma la vita è anche bella. Soprattutto è soltanto una ed è per questo che dobbiamo goderci ogni singolo giorno!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.